Chiuso per inventario
Mi prendo una pausa.
I am the serial killer
I am the bloody hand
I am the chief whore taker
I am the chosen one.
I am the red straight razor,
The one who bathes in blood;
I am the boogey-man, I am
The empty yawning hood,
Look not for pity, no;
I am the heartless man,
I come to fix all things,
I am the one man band.
You cannot yet imagine,
How you will dance for me;
But you will dance forever
To the tune that I decree.
The kingdom of the worm,
Is all things to us all,
But I will teach you many things,
before I let you fall.
I am the black dead nightmare.
I bring a light so bright;
To illuminate the path we take;
I show the way that all hearts break,
And I will see the old world’s back be broken
As we descend into the awful
Howling,
Night.
“Sarei stato un autore più celebre se avessi scritto, o meglio pubblicato, di più, ma quest’ultima cosa l’ha impedita il sesso.”
- Edward Morgan Foster
Esterno giorno in primavera, sole e sangue. Ossa spezzate. La voce di una bambina rotta dai singhiozzi.
- Ti prego. Ti pregooooooooo! Ti prego n….
…
Il tuo sorriso è carezza sul mio basso ventre, sei come carne putrida nei mille occhi di una mosca. Le tue labbra umide. I tuoi capelli. L’idea di toccarti e distruggerti mi scava nel profondo. La brama di strapparti i capezzoli inietta i miei occhi di sangue, succhia tutta la mia saliva e il cuore batte indemoniato e non mi importa più di avere settantasei anni. Non mi importa nemmeno che tu ne abbia nove.
-
Negli ultimi giorni un’orda di navigatori è approdata su questo mio vecchio post, attraverso chiavi di ricerca come
angel
dark angel
dark
angel dark
Tecnicamente nulla da eccepire, la foto ha titolo Dark Angel ma…che succede in questi giorni? L’omonima serie con Jessica Alba ha avuto un picco di ascolti? O navigatore, spieganpo’…
…e della pioggia quella notte a Milano, di mille croci d’acciaio che assorbivano la mia testa, di te che non chiedevi niente se non chiudere gli occhi e annusare il mio petto. Di te che non credevi che sarei rimasto, della speranza che però abitava nel tuo sguardo, ricordi che ti dicevo che sarebbe finita? Dei tuoi abiti umidi del mio respiro, del tuo seno morbido nelle mie mani, sapevamo entrambi che era una questione di tempo. Che prima o poi avrei distolto lo sguardo, perso in antichi e innominabili dolori, quelli di cui attendevi timida che ti narrassi. Che un fiume avido e irruento alla fine avrebbe travolto i tuoi sorrisi e che delle sere ansiose in cui mi aspettavi sarebbe rimasto solo il morso ruvido della sabbia.