Messaggio per tutti i miei instancabili 2.5 lettori: la storia che sto scrivendo è più lunga del solito e sta prendendo un po’ di tempo. Spero che veda la luce a metà settimana, nel frattempo vi saluto, sicuro che l’attesa non vi peserà troppo :-)
7 febbraio 2010
29 gennaio 2010
L’ultimo atto
Seduto in platea nella sala buia, soffio sulle mani intirizzite. Fuori, la neve avvolge in spire gelate il vecchio teatro di provincia. Il vento si abbatte sui muri, scuote le vetrate e penetra nella sala, scivolando ghiacciato sui pavimenti. L’impianto di riscaldamento combatte eroicamente, ma la battaglia è persa, specialmente stasera che certo non si può dire ci sia il pienone. Ah, il calore umano! Si potrà sentirsi soli in mezzo a una folla, ma almeno si evita di congelare. Ecco, le luci sul palco si accendono. Speriamo che sia l’ultimo atto.
21 gennaio 2010
Cani
1.
Non vedo niente.
Solo buio.
Non sento il mio corpo e non riesco ad aprire la bocca, ma sento le voci trafelate intorno a me, sento cigolare le rotelle di quello che penso sia il lettino di un’ambulanza. Le voci corrono insieme a me e al lettino e gridano, gridano che il tempo è poco, che bisogna fare in fretta, che ho tre proiettili nel petto e uno in testa. Cazzo! Quattro me ne sono beccati? Bisogna fare in fretta. In fretta. In frett…
(continua…)
24 giugno 2008
Moviola
Sera qualsiasi di un giorno marchiato a fuoco, nella camicia nera pulsa lento il mio sudore.
Respiro piano la mia sigaretta, attorno al piccolo forno della pizzeria da asporto si è radunato un pugno d’anime surriscaldate. Respirano anch’esse, seppure in moviola, affaticate si trascinano, bisbigliano al cellulare. Un ricordo di alcol sul mio palato, le palpebre si chiudono in un sospiro di brezza calda. Poi in due passi di sandali annoiati la brezza mi porta te. Non apro gli occhi dietro le lenti scure, il tuo profumo è colorato e impetuoso, i sensi esplodono come lava, trasportano ricordi di questo stesso profumo, di pelle, di labbra, di gesti disegnati al buio. No, non mi va di aprire gli occhi, non so chi sei né chi mi ricordi, mi va di cullarmi nel profumo che hai addosso, di accarezzare memorie che tornano a pezzi, di toccare una donna di cui non so più il nome. Ti sento camminare lenta, nel passo di chi attende, poi da dietro il bancone qualcuno chiama
- Giulia!
Il tuo passo ora è affrettato, non so se sei bionda, bruna o rossa ma in qualche modo ti sento sorridere. Prendi la tua pizza e te ne vai, i ricordi che ho sfiorato si dissolvono abbracciati al tuo profumo.
11 giugno 2008
6 giugno 2008
29 maggio 2008
Narciso
Lurida la pioggia gonfia senza ritegno l’afa che non può sciogliere. Le auto in fila sono un solco colorato nel finestrino del treno, segni di vandali sulla strada che un tempo accolse legioni vittoriose.
Dove sto andando? Da dove sono partita? Cosa ne è stato dei sogni che inseguivo?
Sfasciacarrozze e supermercati inseguono senza sosta il mio sguardo, carta vetrata sulle mie iridi. Lo squallore monta nello stomaco, la nausea si alza dal profondo.
Le nuvole là fuori ansimano.
Le risa sguaiate della Regina del Quartaccio, sordida compagna di scompartimento in questo viaggio mai desiderato svegliano in me la voglia di urlare, ma non c’è suono e non c’è confine, i pezzi cadono in me uno dietro l’altro.
Io, io in questa vita avrei potuto…se solo…
poi i freni i binari esplodono in dissonante agonia il mio corpo improvvisamente leggero si stacca dal sedile senza speranza batte duro sull’acciaio il naso che si spezza il sapore del mio sangue le orecchie colme del grido delle ruote, dell’urlo tuo, del macchinista
Chi eri? Da dove eri partito? Cosa ne è stato dei sogni che inseguivi?
Ora il tuo sangue è sparso dove in un giorno lontano marciavano sicuri i centurioni, le tue membra scomposte e immemori delle vite che hai sfiorato sono sale sulla mia lingua. Ti odio Narciso e ti disprezzo, superbo tu, invadente nel Suicidio, ti odio anche se mi hai liberata anche se infine la pace mi abbraccia.
Il mio respiro rallenta.
Da qualche parte al di là delle palpebre chiuse sento il pianto del macchinista.
29 gennaio 2008
22 gennaio 2008
Serial Killer
I am the serial killer
I am the bloody hand
I am the chief whore taker
I am the chosen one.
I am the red straight razor,
The one who bathes in blood;
I am the boogey-man, I am
The empty yawning hood,
Look not for pity, no;
I am the heartless man,
I come to fix all things,
I am the one man band.
You cannot yet imagine,
How you will dance for me;
But you will dance forever
To the tune that I decree.
The kingdom of the worm,
Is all things to us all,
But I will teach you many things,
before I let you fall.
I am the black dead nightmare.
I bring a light so bright;
To illuminate the path we take;
I show the way that all hearts break,
And I will see the old world’s back be broken
As we descend into the awful
Howling,
Night.
18 gennaio 2008
Citazione 3
“Sarei stato un autore più celebre se avessi scritto, o meglio pubblicato, di più, ma quest’ultima cosa l’ha impedita il sesso.”
- Edward Morgan Foster

