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8 Gennaio 2008

Esterno giorno

Archiviato in: Racconti, Scrittura, offender — offender @ 0:18

Esterno giorno in primavera, sole e sangue. Ossa spezzate. La voce di una bambina rotta dai singhiozzi.

- Ti prego. Ti pregooooooooo! Ti prego n….

Il tuo sorriso è carezza sul mio basso ventre, sei come carne putrida nei mille occhi di una mosca. Le tue labbra umide. I tuoi capelli. L’idea di toccarti e distruggerti mi scava nel profondo. La brama di strapparti i capezzoli inietta i miei occhi di sangue, succhia tutta la mia saliva e il cuore batte indemoniato e non mi importa più di avere settantasei anni. Non mi importa nemmeno che tu ne abbia nove.

-

Mi sveglio lentamente, più del solito, sulle spalle il fardello dei sogni è pesante e infame: le immagini si sciolgono svelte per non farsi catturare. Mi sveglio lenta, troppo lenta, oddio mi sa che non sto bene. Mi metto a sedere, la testa gira, il braccio sinistro si lamenta, trafitto da uno sciame di spilli cattivi.

-

Mi sono svegliato presto, del resto i sogni di te mi fanno dormire poco. I sogni di leccarti, ma solo quando sarai morta. Tutte le mattine ti accompagno a scuola: oggi però nel tuo zaino ho infilato un martello e una tenaglia. Camminiamo mano nella mano, tu annusi l’aria e il sole, freno la fame di spezzarti le dita e mentre non guardi mi lecco i baffi bianchi.

-

Mi alzo dal letto, un dolore sordo si fa strada sotto il mio seno, il braccio sinistro, il braccio urla sempre più forte è il cuore è il cuore Luisa mio Dio mio Dio metti su qualcosa Luisa vola al Pronto Soccorso l’ospedale è vicino si è vicino, sei anziana ma ce la puoi fare. Scendi piano le scale Luisa non far cadere le chiavi della macchina, appoggiati alla ringhiera, la vecchia 127 è parcheggiata lì fuori, Luisa…
vale la pena
ancora
vivere
almeno ancora un po’.

-

Sogno il tuo volto imbrattato di sangue…e magari di altro, lì sotto qualcosa si muove eppure pensavo fosse in pensione hehehe. Nello zaino il martello e la tenaglia sbatacchiano tra loro, si scambiano umori ferrei. Siamo quasi all’altezza del parco, camminiamo lungo il muretto di cinta che proteggerà le nostre effusioni. Ancora qualche passo e arriveremo al cancello che è sempre aperto come tu sarai tra poco.

-

Le mani tremano sul volante, il dolore nel petto è sempre più cattivo, il braccio mi sta per abbandonare ma sento ancora battere il cuore ti prego non fermarti, non adesso, manca poco, pochi minuti. All’altezza del parco gira a destra Luisa, non sbagliare. Poi il dolore nel petto diventa una spada, gli occhi si riempiono di sabbia, non ho più forza e il cuore batte una volta ancora ma sa che è l’ultima.

Esterno giorno in primavera, un muretto di mattoni. Una bambina che ride al profumo della vita. Una vecchia 127 che slitta inconsapevole guidata da una morta. Un anziano con i baffi umidi di saliva.

Il vecchio si volta a guardare nove quintali di lamiera che precipitano verso di lui decisi a schiacciarlo sul muretto e mentre il paraurti frantuma le sue gambe mentre il motore si schianta nel suo petto mentre la notte cala nel suo sguardo lui realizza che quella è la sua macchina e che gli occhi sbarrati della vecchia dietro il volante sono quelli di sua moglie.

Sole e sangue. Ossa spezzate. La voce di una bambina rotta dai singhiozzi.

- Ti prego. Ti pregooooooooo! Ti prego nonno non morire!

8 Commenti »

  1. eccoti tornato. in forma.
    nelle prime ore della mattina fa un certo effetto leggerti.
    oggi ho scoperto che principalmente sei notturno.
    (so che non è una gran scoperta, ma è la mia sensazione, ed è nuova).

    Commento di emma — 8 Gennaio 2008 @ 9:11

  2. Buongiorno Emma…sì purtroppo per me sono un notturno

    Commento di offender — 8 Gennaio 2008 @ 9:23

  3. bah pensavo che fosse carino il contrasto fra il titolo che hai scelto e il mio commento, tutto lì, ma si vede che sono scontata ultimamente :-)
    ovvietà a parte, stamattina mi sembra più forte del solito quello che leggo.

    Commento di emma — 8 Gennaio 2008 @ 11:18

  4. Emma, ti ho detto che sono un notturno, ti pare che alle 9:23 io riesca a cogliere una tale sottigliezza? :-)

    Commento di offender — 8 Gennaio 2008 @ 11:23

  5. ..le palpitazioni si sono calmate solo quando i nove quintali di lamiera hanno messo fine all’essere immondo..

    Incalzante e palpitante,as usual!

    Commento di NightNurse — 9 Gennaio 2008 @ 11:36

  6. Wow…per i miei gusti un tantino allucinante, ma, come sempre, geniale il colpo di scena!
    Pollice alzato!

    Commento di Carolina — 9 Gennaio 2008 @ 18:48

  7. ok, ce l’ho fatta ad arrivare al fondo… bravo, grande effetto!

    Commento di paoletta — 10 Gennaio 2008 @ 9:06

  8. … grazie del consiglio… ne prendo nota…

    Commento di Andrea — 14 Gennaio 2008 @ 14:20

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