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18 Ottobre 2007

La mia piaga

Archiviato in: Racconti, Scrittura, offender — offender @ 22:15

Le mani del ragazzino martellano il tamburo e le mie orecchie, dolore, dolore mio Dio e confusione una tenaglia nei miei nervi moccioso bastardo non hai altro di meglio da fare con quelle dita che torturare

LA MIA PIAGA? (continua…)

17 Ottobre 2007

E se fosse andata così?

Archiviato in: Racconti, Scrittura, offender — offender @ 9:52

Chi non avesse letto il post “Arlecchino” lo faccia ora cliccando qui

…Poi il coniglio si muove, salta sulle gambe di Due Metri e l’inferno esplode, lui spara, spara all’impazzata, il corridoio si riempie di fiamme assordanti e di vampate di luce e io calo la mannaia, la sento spezzare il collo del bastardo ma il suo ultimo colpo ha portato un urlo con sé.

Buio. Silenzio. Solo il mio respiro nel corridoio. La mia mano destra carica di adrenalina solleva il contatore. Due Metri è pancia a terra, nel collo la mannaia, sotto di lui una pozza di sangue si sta allargando lenta. Il coniglio saltella qua e là inconsapevole. Francesca ha la schiena al muro, gli occhi sbarrati, il petto squarciato da un proiettile, il corpo scosso dalle convulsioni. Le resta poco da vivere. E in fondo, ragazzi, è un testimone in meno. Raccolgo dal pavimento la pistola di Due Metri.

- Addio bambina.

14 Ottobre 2007

Arlecchino

Archiviato in: Racconti, Scrittura, offender — offender @ 23:15

“Scar tissue that I wish you saw”

Le ustioni sogghignano tetre sul viso di Cornelius mentre guarda brillare i cristalli di eroina. Il bastardo è finito in mezzo a un falo’ da piccolo e il fuoco ha bruciato la sua anima. Si è fatto strada a calci e ora ha tutti i soldi del mondo, ma non bastano a spegnere i ricordi del campo nomadi dove è nato. Osserva la droga estasiato, come se fosse la sua donna: ansima pesante nel silenzio di questo sotterraneo, mentre i due metri del suo guardaspalle stazionano indifferenti al suo fianco. Ho guidato il furgone attraverso due frontiere, giocandomi il culo per tremila chilometri e ora mi spetta una ricompensa. E una notte di lusso in un hotel della fottutissima capitale. Cornelius mi tende una mano piagata. La stringo. (continua…)

10 Ottobre 2007

Pezzi

Archiviato in: Racconti, Scrittura, offender — offender @ 22:37

Nel naso il sale di questo mare freddo, mi trascino in una notte da cui il giorno è fuggito. Le immagini risalgono come acido nell’esofago, ritornano a galla pezzi di te. Le mani che ti ho preso sotto il tavolo, le labbra che ti ho morso senza chiederti permesso, ma del resto io non lo chiedo mai. I tuoi occhi che brillavano del vino nei nostri calici…sangue! Ma ancora non sapevo. Cittadina sul mare del cazzo, galleggi sulla noia di chi è nato qui, ora ho visto cosa racchiudi. Pochi frammenti alcolici della spiaggia. Pochi. Le tue tette. Bianche, grosse. Io, sopra di te che tanto qui non ci vede nessuno. All’improvviso gli applausi sbronzi dal bagnasciuga, tu che ti copri ma non è sufficiente. E poi avevamo bevuto e quelli avevano dei coltelli e io che cazzo potevo fare? Si sono avvicinati come la risacca, lenti, inesorabili e io speravo che come la risacca sarebbero arretrati ma loro no, erano sempre più grandi nelle tue iridi azzurre e io ho mostrato loro le mie mani e ho detto “state calmi” ma quelli ridevano, ridevano e io non sapevo che fare e come proteggerti e poi tu hai raccolto i tuoi vestiti e ti sei allontanata e allora ho capito che non volevano te.

8 Ottobre 2007

L’imbarco è terminato

Archiviato in: Racconti, Scrittura, offender — offender @ 9:43

Va bene, eri rimasto solo tu, salta a bordo dai, e chiudiamo il portellone. Il racconto “Incroci” è stato aggiunto alla sezione “Vecchie (?) Storie” nella barra laterale. Come dire: incontriamoci e scontriamoci, vediamo che succede. Ma poi, secondo voi, com’è che va a finire? Non nella vita che “non si sa mai”, ma in questo racconto? Sembra chiaro ma…

2 Ottobre 2007

Nuvole

Archiviato in: Racconti, Scrittura, offender — offender @ 22:44

“La sera d’autunno vuole
la luna ed i falo’”

Icone scure dell’inverno che si avvicina le nuvole mostrano la pancia gonfia. L’erba imbevuta di notte schiaffeggia i miei piedi scalzi, il vento spietato morde la mia pelle bianca, frusta il mio corpo nudo mentre corro e corro senza fermarmi, trafelata spaventata fuggo da te e dall’orrore che ho negli occhi. Se tu ora vedessi i miei capezzoli ritti non capiresti che mi sento morire che non sono eccitata che tu mi fai schifo schifo schifo e non sentiresti le lacrime graffiarmi il viso. E corro e inciampo e sanguino e mi rialzo e scappo, da te che sei sempre troppo vicino dietro di me e ti sento ancora sbavare e ti sento ancora toccarmi e io che urlo e piango e nessuno mi sente e penso che questa notte non finirà mai. E rimbalzano nella mia testa le immagini di stasera e il ristorante del cazzo dove mi hai portata e quegli sguardi viscidi e vuoti e cazzo avrei dovuto capire e tu sei sempre dietro, dietro di me mai abbastanza lontano. Schifo mi facevi, schifo cazzo ma non potevi capirlo da solo invece di portarmi qui in campagna per vedere una villa che non avevi per mettere una mano fredda in mezzo alle mie gambe e la tua erezione piccola e penosa ce l’hai avuta solo quando hai visto che avevo paura. Dovevi aspettare che io urlassi mentre mi strappavi i vestiti dovevi minacciarmi con quel cazzo di cacciavite che poi era l’unica cosa dura che avevi, dovevi aspettare che io afferrassi quel cacciavite e te lo cacciassi in gola.

Incontro

Archiviato in: Racconti, Scrittura, offender — offender @ 10:51

“Please allow me to introduce myself
I’m a man of wealth and taste”

Locale piccolo, penombra, musica Jazz dal vivo. La cameriera si aggira funerea per i tavoli, minigonna di pelle e capelli viola, piercing sul naso e sulle labbra. Questo locale ha un’aria irreale…innanzitutto, la cameriera non è Jazz proprio per un cazzo. O perlomeno non corrisponde con la mia idea del Jazz, che alla fine è quella che conta. E poi, com’è che qui si fuma? Non c’era una legge? Me ne fotto e accendo anch’io. Il tavolino è di marmo nero, il posacenere a forma di bara. La gente ai tavoli è varia e variopinta. C’è un panzone suppergiù sulla settantina che ostenta vestiti sportivi e lancia sguardi da macho alla ventenne di colore seduta con lui. Una ragazza dal naso aquilino legge un libro accompagnata da un boccale di birra. Al banco non può mancare il vostro classico habitué sbevazzone, ma è di spalle e ne vedo solo la sagoma vagamente tozza e sovrappeso. L’orologio a pendolo annuncia le ventitré sovrapponendosi per qualche istante alla musica. Lo sapevo che tardava cazzo. Eppure lo sa che odio aspettare, la puntualità è una cosa sulla quale siamo sempre stati diversi. Oh, ma la porta si apre ed eccolo finalmente entrare, nessuno però si volta a guardarlo, lui ha questa capacità di passare inosservato quando vuole. E anche quella di sollevare polveroni paurosi, sempre quando vuole. (continua…)

1 Ottobre 2007

Eccola

Archiviato in: Racconti, Scrittura, offender — offender @ 10:17

Dopo aver ricevuto tanti messaggi di affetto, Carmen ha alla fine guadagnato il suo posto nella sezione “Vecchie(?) Storie”,  dove la pubblico volentieri anche se è un po’ stronza .

27 Settembre 2007

Immagini

Archiviato in: Racconti, Scrittura, offender — offender @ 22:45

Perché scrivo non lo so dire, perché prima non scrivevo meno ancora. Ma le parole a volte cominciano semplicemente a cantare, specialmente se la notte è fonda e solo la luce del monitor disegna un po’ di colore su questa scrivania. Si muovono, mi invitano perché sanno che c’è una storia da raccontare, una storia che è nata da qualche parte nel profondo. Un personaggio, una situazione. Immagini, perché alla fine è questo; e musica, anche se è probabile che a volte la senta solo io. Ma soprattutto immagini. Alcune so bene da dove vengono. Alcune no, ed è il caso di “Inkubo Punk”, che trovate nella barra a lato, nella sezione “Vecchie(?) Storie”.

26 Settembre 2007

Che i morti parlino

Archiviato in: Racconti, Scrittura, offender — offender @ 22:26

“Dead men tell no tales” è stato aggiunto alla sezione “Vecchie(?) Storie” nella barra a lato. Per gli altri due…boh. Vedremo.

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