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Politically Correct

(questa storia inizia da “Rapsodia”)

Sparatoria al ristorante: ferito un carabiniere

Il militare piantonato in ospedale – Mistero sulle circostanze

E’ di quattro morti e un ferito il bilancio di sangue della grave sparatoria avvenuta ieri sera al ristorante albanese Rapsodia, di Via Gagarin. Nello scontro a fuoco, scoppiato per cause ancora in via di chiarimento, è rimasto ferito il brigadiere Michele Capuozzo, di anni 31, in forza al locale comando dei Carabinieri, e hanno perso la vita il titolare del locale, Saimir Shkoza, di anni 56, e tre suoi collaboratori di età fra i 19 e i 26 anni, tutti di nazionalità albanese. Capuozzo è attualmente ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Raffaele, dove si trova piantonato dai suoi stessi colleghi per motivi sui quali gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. Si ipotizza comunque che sia stato lo stesso brigadiere a colpire a morte i quattro albanesi. Shkoza, noto nell’ambiente come “Sinatra”, era da tempo nel mirino delle forze dell’ordine per presunto riciclaggio e favoreggiamento della prostituzione, sebbene il maresciallo Lo Curto, diretto superiore di Capuozzo, neghi ogni coinvolgimento dell’Arma nell’evento di sangue. Il locale è stato sequestrato dai Carabinieri, che stanno ancora effettuando i necessari rilievi scientifici.

– Carmine, ci spieghi che c’azzeccano ‘sti minchia ‘e costumi?
– Quella si eccita così, Tonino, e poi a te che cazzo te ne frega? Non sei contento che scopi gratis?
– Tu non ci stai a mettere in qualche casino, vero Carmine? Teniamo tutti famiglia qua, lo sai?
– Ma che casini e casini, Ciro? Già ve l’ho detto, le facce le si ritocca poi al piccì, e poi c’avete la mascherina, no? Salvatore, mo’ non è che c’hai da spaccare la minchia pure tu, vero?
– A me basta che si fotte.
– Bravo!

Giro di pedofili dietro lo scontro al Rapsodia
Una minorenne affidata ai servizi sociali

Dietro la sparatoria di Via Gagarin potrebbe aleggiare lo spettro della pedofilia. Gli inquirenti hanno confermato che la dodicenne G.M., un’immigrata irregolare di nazionalità albanese, è stata affidata ai servizi sociali nel corso delle indagini relative alla sparatoria di lunedì sera. All’uscita dal ristorante Rapsodia, dove si era recata per coordinare le operazioni, Il PM Antonia Martinazzoli Vacca ha risposto con un secco “no comment” alle domande dei giornalisti, sebbene fonti vicine al suo ufficio riportino che nei confronti del Capuozzo si stiano formulando dei capi d’accusa per ora non meglio specificati. Il carabiniere si trova ancora ricoverato in ospedale, dove le sue condizioni sono state definite “stabili” dai sanitari, benché il militare si trovi in stato di shock e non sia ancora in grado di comunicare. Resta ancora misteriosa la dinamica della sparatoria, pur essendo ormai certo che siano stati i proiettili del brigadiere a porre fine alla vita di Saimir Shkoza e dei suoi collaboratori. Altre fonti ipotizzano che il militare potrebbe avere agito per salvare la minorenne, che verrà probabilmente interrogata nei prossimi giorni. Nel frattempo, l’ampia eco ottenuta dall’evento non ha mancato di suscitare reazioni nel mondo politico. Il deputato della maggioranza Davide Lazzari parla di “inutile ed esecrabile mattanza” e di “giustizia da Far West”, mentre il senatore dell’opposizione Roberto Brambilla Fumagalli ha dichiarato che “eventi come questo ci riportano dolorosamente a constatare il fallimento della politica del governo in tema di sicurezza e di controllo dell’immigrazione” e che “è assurdo che un carabiniere che ha rischiato la vita per salvare una bambina da un branco di pervertiti ora sia piantonato come un criminale e perseguitato dalla magistratura, i cui fini, ancora una volta, non ci sono chiari”. Il senatore Brambilla Fumagalli farà visita al brigadiere Capuozzo in ospedale “non appena le sue condizioni lo permetteranno”.

– Sei un maiale, Carmine…
– E tu una bambina cattivella….lo so che ti stai bagnando al solo pensiero…
– Hmmm…sì…
– Facciamo stasera?
– Sì, facciamolo Carmine…e tu stai solo a guardare?
– Sì…ti guardo e mi masturbo…
– Maiale…
– Porca…

Un sesto uomo al Rapsodia
I rilievi della scientifica indicherebbero la presenza di un testimone – si aggrava la posizione del brigadiere Capuozzo

Si infittisce il mistero intorno agli eventi che hanno portato, una settimana fa, all’uccisione del pregiudicato Saimir “Sinatra” Shkoza e al ferimento del brigadiere dei carabinieri Michele Capuozzo. Nella conferenza stampa di stamattina, il PM Antonia Martinazzoli Vacca ha dichiarato che i rilievi della scientifica dimostrerebbero la presenza nel ristorante, durante la sparatoria, di almeno un’altra persona. Il RIS avrebbe inoltre raccolto dalla scena del crimine del materiale organico, per la precisione urina, che gli inquirenti riterrebbero “collegabile” al misterioso sesto uomo. Sull’identità del presunto testimone oculare non ci sono per ora ipotesi. Sembra inoltre essersi aggravata la posizione del brigadiere Capuozzo, sui cui legami con “Sinatra” secondo il PM “si potrebbero aprire scenari inattesi”, e il cui ruolo nella sparatoria presenterebbe “svariati punti oscuri”. Fonti vicine agli inquirenti ipotizzano che il carabiniere potrebbe essere tratto in arresto non appena dimesso dall’ospedale. Non si placa nel frattempo la polemica suscitata dal caso e dalle parole pronunciate la scorsa settimana dal senatore Brambilla Fumagalli, che sono state definite da un portavoce del governo “un gravissimo attacco all’istituzione della magistratura”. Il senatore però, come nel suo stile, non ha alcuna intenzione di smorzare i toni, e, commentando la conferenza stampa di stamattina, ha definito “inquietanti” le dichiarazioni effettuate dal PM. “Se qualcuno fosse intenzionato” – ha proseguito Brambilla Fumagalli – “a intraprendere nei confronti delle forze dell’ordine una vergognosa campagna di diffamazione, usando come agnello sacrificale un militare ferito mentre sventava un odioso crimine, sappia che troverà in noi un avversario fermo e implacabile”. Il senatore ha inoltre dichiarato che i suoi legali si occuperanno di assistere il brigadiere Capuozzo se le voci di un imminente arresto dovessero venire confermate.

Seduto nella sala d’aspetto dell’Onorevole Brambilla Fumagalli, l’avvocato Carmine Giovanni Ragusa, raggiante nel suo abito migliore, rimirava orgoglioso il risultato delle sue fatiche. La foto che aveva in grembo ritraeva Minnie, la fidanzata di Topolino, alle prese con tre membri, era proprio il caso di dirlo, della Banda Bassotti. I rozzi malviventi, con indosso solo la maglia, il cappellino e la maschera, si occupavano di intrattenere, ciascuno da una diversa angolazione, la viziosa topina. 176-167, in piedi, con la schiena lievemente inarcata all’indietro, alzava gli occhi mascherati al soffitto, evidentemente soddisfatto dalla lingua di Minnie. 176-671 era arrivato per primo sulla scena del crimine e si era prontamente sdraiato a pancia (e non solo) in su: ora, le mani sui fianchi dell’insaziabile roditrice, ne accompagnava su e giù il movimento. Al povero (si fa per dire) 167-167, leggermente in ritardo a causa di una innata timidezza, non era rimasto che prendere la terza ed ultima via a disposizione. Insomma, non era L’Estasi Di Santa Teresa, ma era abbastanza per fare godere il buon Carmine all’idea degli anni a San Vittore che si sarebbe risparmiato: nonostante le orecchie tonde, la codina e l’affondo di 176-167 che le deformava una guancia, solo un cieco non avrebbe riconosciuto nelle fattezze della depravata Minnie quelle della PM Antonia Martinazzoli Vacca.

“Avvocato Ragusa? Il Senatore è pronto a riceverla.”

Al numero 1 di Piazzetta Duse, in uno stabile tronfio del proprio milanese orgoglio, due mani vestite Cartier e curate con maniacale attenzione dai migliori estetisti della città strappavano distrattamente curiose il bordo di una grossa busta bianca. Estratta una fotografia, quelle stesse vanitose mani si chiudevano tremanti a pugno, conficcando le unghie affilate e smaltate di rosso nei palmi, facendoli sanguinare; poi in un gesto di furiosa resa si alzavano al cielo, mentre l’urlo di una bestia ferita squarciava le viscere del vicinato.

Il brigadiere Capuozzo scagionato da ogni accusa

Svolta nelle indagini sulla sparatoria al Rapsodia

In una conferenza stampa destinata a far discutere, il PM Antonia Martinazzoli Vacca ha dichiarato a sorpresa che nei confronti del brigadiere Michele Capuozzo, dimesso questa mattina dall’ospedale San Raffaele, non verrà emesso alcun mandato di custodia. Il giudice milanese ha aggiunto che l’urina prelevata dal RIS sulla scena della sparatoria al Rapsodia “è troppo alterata per dare risultati attendibili”, e che l’ipotesi della presenza di un sesto uomo “sebbene avvalorata dalla stampa, non è in questo momento confermata dalle prove”. Il Senatore Roberto Brambilla Fumagalli, che nelle scorse settimane ha seguito con attenzione il caso, si è dichiarato “soddisfatto” del risultato dell’indagine, e “dell’operato della magistratura che, seppur tardivamente, ha infine saputo discernere il falso dal vero”. “Alla PM Vacca” ha proseguito il Senatore, “vanno i miei migliori auguri per il prosieguo della sua carriera”.

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