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Rockstar

Il jet privato sfreccia nella notte, nelle orecchie il boato della Long Beach Arena quando sette ore prima sei salito sul palco.La band sonnecchia in giro strafatta. Kirk si sta ancora fottendo la portoricana, senti come cazzo urla hihi i bassisti hanno le mani pesanti bimba, te l’ha detto che tornerai a piedi a Miami?

Sharon arriva sculettando con la tua vodka ghiacciata, minigonna e top di leopardo. Appoggia il bicchiere sul tavolo, poi afferra la spada d’acciaio che porti al collo, ti attira a sé e ti morde un labbro. La respingi. “Mettiti in fila baby”. “Stronzo”.

Ecco brava torna nel tuo angolo…

I tuoi anelli tintinnano sul bicchiere. Che cazzo è successo stasera? Aspetta…dopo i bis hai lasciato la folla ad urlare e dietro il palco hai mollato la chitarra a Cookie. I ragazzi avevano già recuperato un branco di cagnette da fare guaire nella doccia.

Poi…

La portoricana corre nuda verso il bagno. Bel culo. Fra un po’ Kirk si metterà a ronfare e lei a rompergli i coglioni.

Dove eri rimasto? Ah già sì…poi ti sei girato e l’hai vista. Boom boom boom e non erano più i fuochi d’artificio sulla scena ragazzi no, era lava, lava bollente che esplodeva da un vulcano! Capelli lunghi labbra carnose e quegli occhi da bastarda. Cristo hai cominciato addirittura a fissarla. “Non ho idea da dove sia entrata la sbatto fuor…” “Tu non sbatti un cazzo di nessuno. Levati.”

A torso nudo sopra i pantaloni di pelle ti sei avvicinato a lei tracannando vodka dalla bottiglia. Sarà che eri fatto ma quegli occhi bruciavano Cristo…. Hai tirato fuori la tua migliore espressione da stronzo, quella che viene bene sulle copertine dei CD. “Cuu-cuuuu….sei venuta a farmi visita baby?”. “Non credo” ha detto lei. “Oh-oh-oh e allora? Cosa sei venuta a fare?”. “A prenderti”.

Poi la sua lingua in bocca violenta come i tuoi assoli, poi le sue mani poi il suo profumo come una pista di coca. Poi le scale poi la limousine nera e lucente, poi l’odore dei sedili di pelle, poi lei ansimante sopra di te. Poi ancora quegli occhi cazzo cazzo eri troppo fatto e lei si muoveva su di te come il demonio. Poi il tuo respiro sempre più pesante, la sua voce “Vieni…” Cristo, è un piacere signora! Poi la tua testa fra le sue gambe e la tua lingua che bruciava poi lei che tremava nell’orgasmo. I..suoi occhi nei tuoi mentre ansimava ancora, occhi da gatta, occhi che non raccontano cazzate.

La limousine che si ferma all’aeroporto. Lei che si riveste e scende sicura. Si incammina. Scendi anche tu, il jet che ruggisce già, tu che urli “Hey”. Lei che si ferma si volta Cristo quegli occhi. “Sì?” “Domani sera suono a Detroit”. Con la testa le indichi la scaletta dell’aereo, la band sta già salendo. “Non credo”. E poi lei che sparisce nella notte, e Sharon che ti guarda a cazzo come se te ne dovesse fottere qualcosa…

Kirk russa come un bastardo. Non si può stare in pace su questo cazzo di aereo.

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7 commenti »

  1. Muchas Gratias e se ti piace questo stile allora forse ti posso consigliare anche la saga di Capuozzo, qui nella barra a lato :-)

    Commento di offender — 4 settembre 2007 @ 15:54 | Rispondi

  2. beeelllooooo
    mi piace lo stile, ruvido e fatto
    complimenti

    Commento di sophieboop — 4 settembre 2007 @ 15:51 | Rispondi

  3. ..caspita! non è niente di che…eppure..eppure..mi ha emozionato..

    Commento di anna — 10 settembre 2007 @ 14:36 | Rispondi

  4. Grazie mille Anna…è lo stesso effetto che fa a me :-)

    Commento di offender — 10 settembre 2007 @ 14:39 | Rispondi

  5. ruvido
    ruvido
    ruvidissimo
    grezzo
    quasi fetente
    arroventato nel sesso
    bastardo
    gonfio di alcool
    da sentirne la puzza
    carta vetrata in scrittura
    nessuna di queste cose è una critica
    baci
    Tereza

    Commento di Tereza — 23 dicembre 2007 @ 8:46 | Rispondi

  6. Sì, è sembrato anche a me di sentire quella puzza di alcol.

    Commento di Nicola — 26 dicembre 2007 @ 21:39 | Rispondi

  7. :-)

    Commento di offender — 27 dicembre 2007 @ 15:26 | Rispondi


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