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29 maggio 2008

Narciso

Filed under: offender,Racconti,Scrittura — offender @ 20:52
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Lurida la pioggia gonfia senza ritegno l’afa che non può sciogliere. Le auto in fila sono un solco colorato nel finestrino del treno, segni di vandali sulla strada che un tempo accolse legioni vittoriose.

Dove sto andando? Da dove sono partita? Cosa ne è stato dei sogni che inseguivo?

Sfasciacarrozze e supermercati inseguono senza sosta il mio sguardo, carta vetrata sulle mie iridi. Lo squallore monta nello stomaco, la nausea si alza dal profondo.

Le nuvole là fuori ansimano.

Le risa sguaiate della Regina del Quartaccio, sordida compagna di scompartimento in questo viaggio mai desiderato svegliano in me la voglia di urlare, ma non c’è suono e non c’è confine, i pezzi cadono in me uno dietro l’altro.

Io, io in questa vita avrei potuto…se solo…

poi i freni i binari esplodono in dissonante agonia il mio corpo improvvisamente leggero si stacca dal sedile senza speranza batte duro sull’acciaio il naso che si spezza il sapore del mio sangue le orecchie colme del grido delle ruote, dell’urlo tuo, del macchinista

Chi eri? Da dove eri partito? Cosa ne è stato dei sogni che inseguivi?

Ora il tuo sangue è sparso dove in un giorno lontano marciavano sicuri i centurioni, le tue membra scomposte e immemori delle vite che hai sfiorato sono sale sulla mia lingua. Ti odio Narciso e ti disprezzo, superbo tu, invadente nel Suicidio, ti odio anche se mi hai liberata anche se infine la pace mi abbraccia.

Il mio respiro rallenta.

Da qualche parte al di là delle palpebre chiuse sento il pianto del macchinista.

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